In un’epoca in cui sembra che il requisito principale per praticare yoga sia toccarsi la punta dei piedi, riporto un estratto dallo Yoga Makaranda di T. Krishnamacharya sul tema.
“Tutti hanno il diritto di praticare lo yoga, senza restrizioni di età o casta. Questo perché lo yogabhyasa (la pratica dello yoga) fornisce rapidamente i massimi benefici visibili a tutti. […]
Ma i delinquenti, coloro che mangiano cibi inappropriati, parlano in modo osceno o usano linguaggio offensivo, quelli che parlano male degli altri, mentono sugli altri, sono ossessionati dal cibo, sono dipendenti dai piaceri sensuali, fingono di essere buoni, ingannano o distruggono, nutrono avversione nella mente, mancano di rispetto ai Veda, sono alcolisti o hanno abitudini simili: queste persone, indipendentemente dalla casta o religione, non sono adatte alla pratica dello yoga.
Questo è affermato con fermezza da Gherandacharya. […]
Non diventerai un abile yogi solo indossando un costume e fingendo. Qualunque sia l’occupazione che svolgi, devi essere molto serio, rigoroso e dedicato”.