Lusseyran & Etty hillesum

“Il mondo comincia oggi. E’ una realtà per me, ogni volta che non ho paura”. (J. Lusseyran)

Jacques Lusseyran (1924-1971) all’età di otto anni ha perso la vista in seguito ad un infortunio.
Durante la guerra partecipa alla Resistenza, viene arrestato dalla Gestapo e internato a Buchenwald.
Definito il pittore della luce interiore, Lusseyran, cieco, riesce a mostrarci con le sue parole mondi che noi fatichiamo a vedere con due occhi bene aperti:
“Il mondo non mi era sfuggito di colpo, al contrario lo tenevo stretto più di quanto ne fossi capace prima. I miei occhi non si erano chiusi, si erano rovesciati. Ora guardavo il mondo dal di dentro”.

A proposito di paura, anche Etty Hillesum, che ha sperimentato il campo di concentramento come Lusseyran, ci invita a vivere pienamente il mondo che comincia ad ogni istante:
“Debbo anche vincere quella paura indefinita che mi porto dentro. La vita è difficile davvero, è una lotta di minuto in minuto (non esagerare, tesoro!), ma è una lotta invitante. Una volta io m’immaginavo un futuro caotico perchè mi rifiutavo di vivere l’istante più prossimo. Ero come un bambino molto viziato, volevo che tutto mi fosse regalato. A volte avevo la certezza – peraltro molto vaga – che in futuro sarei potuta diventare “qualcuno” e avrei realizzato qualcosa di “straordinario”, altre volte mi ripigliava quella paura confusa che “sarei andata in malora lo stesso”. Comincio a capire perchè mi rifiutavo di adempiere ai compiti che avevo sotto gli occhi, mi rifiutavo di salire verso quel futuro di gradino in gradino.
E ora, ora che ogni minuto è pieno, pieno sino all’orlo di vita e di esperienza, di lotta e vittorie e cadute, ma subito dopo di nuovo lotta e talvolta pace, – ora non penso più a quel futuro, in altre parole mi è indifferente se riuscirò a produrre qualcosa di straordinario oppure no, perchè sono certa che ne verrà fuori qualcosa. Una volta vivevo sempre come in una fase preparatoria, avevo la sensazione che ogni cosa che facevo non fosse quella “vera”, ma una preparazione a qualcosa di diverso, di grande, di vero, appunto. Ora questo sentimento è cessato”.

 

L’immagine in evidenza è di Francis Bacon, “Studio per un ritratto di John Edwards” (1986).